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Dodò, il sorriso che accende la coscienza

Nel ricordo di Dodò Gabriele, un messaggio di giustizia e speranza risuona forte nel cuore di Crotone.

Domenico Gabriele, il cui sorriso è stato spezzato dalla cieca brutalità della ‘ndrangheta nel 2009, avrebbe compiuto, oggi, 27 anni. Ma, in questo giorno di festa rubata, non risuona solo l’eco sordo di uno sparo e il ricordo straziante di un futuro negato. Dodò non è cresciuto, ma la sua storia è diventata il manifesto più doloroso e potente dell’ingiustizia mafiosa in Calabria. Così questa mattina, le mura del Teatro Apollo hanno vibrato di un’emozione che accende la coscienza.

​Il video, realizzato da ragazzi come noi, che ha raccontato la sua storia, ci ha strappato il fiato e ci ha posti davanti a una verità ineludibile, la ‘ ndrangheta è generatrice di lutti e disuguaglianze. 

 Dodò, un bambino col pallone nel cuore, è caduto vittima di una brutalità destinata ad altri. Ma l’oscurità non ha prevalso. Dalle voci dei genitori, Francesca e Giovanni, è emersa una nuova forma di giustizia capace di costruire speranza proprio lì dove sembrava esserci solo morte e disperazione.  Hanno frantumato una falsa narrazione: Dodò non era nel “posto sbagliato”. Il campo di calcio è un luogo di amicizia; i veri abusivi sono i violenti. L’errore è unicamente la scelta cosciente del male. Questo è il loro solenne atto d’accusa, che chiama in causa la coscienza di ogni cittadino.

​Nonostante il dolore, sono stati capaci di trasformare il lutto in lotta, affinché i giovani conoscano e non dimentichino. È un dono d’amore inestimabile il loro, un baluardo contro l’oblio. Perché se la nostra scelta sarà la legalità e l’unità, la mafia si ritroverà in un deserto di consensi. Ecco perché bisogna r​accogliere il testimone della sua eredità luminosa: amare il prossimo significa edificare la solidarietà, che è l’architrave della legalità.La storia di Dodò non è solo dolore, ma un imperativo categorico. Ci obbliga a non flettere la schiena e a combattere per un domani di giustizia. Oggi, la memoria è stata convertita in azione concreta.

​Grazie a Giovanni e Francesca per averci indicato la rotta. A noi, come ha concluso il prefetto Panico, il dovere di scendere in campo per “la partita più importante”. Quella che si gioca, ogni giorno, nel tessuto vivo della nostra città. Qui a Crotone. 

Buon compleanno Dodò.  

Chiara Casella

Anna Laura De Raffaele

Greta Nicoletta

Silvia Proto