Sabato 24 maggio, nella Libreria “Cerrelli” di Crotone, è stato presentato il libro “Il rumore dell’acqua – Diario di un’ansiosa”, scritto dall’ex docente del Liceo Classico “Pitagora” Anna Melillo.
Attribuire una precisa identificazione a un qualunque problema, da un semplice stato d’animo alla peggiore sofferenza, è l’unica strategia efficace per domarlo, trasformandolo da cruccio quotidiano a compagno, seppur spesso malevolo, della propria esistenza. Il libro “Il rumore dell’acqua”, di cui l’autrice ha discusso con la prof.ssa Cinzia Calizzi, riflette sull’ansia, che lei stessa definisce “malattia”, e sulle conseguenze che ne sono derivate nel suo intero percorso vitale. La paragona a una “strega”, una macchia onnipresente, che ha reso travagliati tutti i momenti inizialmente felici: la spensieratezza dell’infanzia, l’adolescenza, la laurea, l’amore per la famiglia e il lavoro. Anna ne attribuisce la causa alle mancanze genitoriali che hanno contraddistinto i primi anni di età, in particolare quella del conforto. Da bambina non poteva permettersi di provare paura e nemmeno trovare riparo dai propri timori. Crescendo, però, ha compreso di non dover necessariamente patire questo vorticoso peso da sola; fa riferimento all’aiuto ricevuto dal marito, descritto come co-protagonista delle sue tribolazioni, il quale ha tentato assiduamente di stimolarla a divenire indipendente. A ciò ha contribuito anche l’arrivo dei figli, strumento di forza per l’autrice e anche, paradossalmente, guida verso la propria responsabilizzazione. L’ansia ha sporcato gli attimi migliori della sua vita, ma ha anche fortificato il suo animo e le ha permesso di comprendere che è fondamentale cogliere tutto ciò che occorre dalle esperienze di cui il nostro cammino si compone. L’ansia non è un fattore estraneo al mondo scolastico, giacché appartiene anche agli adolescenti e va combattuta con un occhio di riguardo al presente. Lo studio dei classici e della filosofia contiene già la chiave per l’apertura mentale, alla base del processo di comprensione della propria dimensione interiore. Ricordiamo Orazio che, nell’Ode I, 11, rivolge ai suoi lettori un’esortazione: “Carpe diem, quam minimum credula postero”. L’avvenire è imprevedibile, dunque bisogna godere del presente e non lasciare che le preoccupazioni influenzino oppressivamente il nostro vivere. Come afferma l’avvocato Laila Perciballi, che ha curato la Postfazione del romanzo: “Leggere le pagine di Anna è un modo per entrare nella propria esistenza”, perché il percorso descritto dal suo “Diario di un’ansiosa”, segue tappe che l’anima di ognuno, in quanto essere umano, attraversa, con fasi e momenti diversi. L’importante è ingaggiare un confronto con i nostri mostri interiori, non aggirarli, nella consapevolezza che “il dolore è ancora più dolore se tace”.
Antonio Lumare, classe IV A

Sabato Iuliano
Personale tecnico