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Dal Pitagora a Bruxelles: il riscatto diventa cittadinanza attiva

Il team Insid3 Out del Liceo Pitagora vince il Premio Europa con un progetto sul reinserimento sociale.

Una storia di riscatto che parte dalla Calabria e arriva fino a Bruxelles: il team Insid3 Out del Liceo Classico “Pitagora” di Crotone ha trionfato a livello nazionale, conquistando il prestigioso Premio Europa nell’ambito del percorso didattico ‘A Scuola di OpenCoesione’. Questo percorso, fortemente voluto e sostenuto dalla dirigente scolastica Natascia Senatore, ha catapultato il gruppo nel cuore delle istituzioni europee. Qui, studentesse e studenti, coordinati dalle docenti Rossella Frandina, responsabile del progetto, e Maria Francesca Greco, hanno avuto l’opportunità unica di presentare i risultati del loro percorso di monitoraggio civico e ricerca.

Un progetto di inclusione sotto la lente della commissione europea

​Il progetto monitorato, intitolato ‘’Realizzazione di work-experience per soggetti in misura penale pregressa’’ e attuato dal consorzio Jobel, è un’iniziativa faro della Regione Calabria. Dedicata al reinserimento lavorativo di persone con esperienze penali, l’iniziativa mira a coinvolgere attivamente il Terzo settore e le aziende calabresi per forgiare un modello innovativo di inclusione sociale.

​Il monitoraggio civico degli studenti del Pitagora, accompagnati e supportati in questa trasferta da Cinzia Roma del team di A scuola di Opencoesione, ha superato l’analisi di meri dati e numeri, interfacciandosi con realtà concrete. Hanno raccontato gli studenti una toccante storia di riscatto personale: quella di Giovanni Bifezzi, ex detenuto divenuto custode del Parco Pitagora di Crotone. Giovanni è il simbolo reale della possibilità di redenzione, un esempio luminoso in una società che troppo spesso si arena nei pregiudizi e nelle etichette, ostacolando una crescita socialmente condivisa.

Un dialogo costruttivo a Bruxelles

​La trasferta a Bruxelles non è stata solo una premiazione, ma una cruciale occasione per inserire questa esperienza locale in un contesto europeo molto più ampio, dimostrando che il reinserimento sociale delle persone detenute o ex detenute è una sfida condivisa a livello europeo. Il team ha presentato il progetto presso la Direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione Europea, confrontandosi con Matteo Salvai, Communicationofficer, Carla Michelini, Unità Italia- Malta e KlavdjiaCemilogar, Head of unit of budget, Communication and general affairs.

​Il dialogo si è trasformato in uno scambio di idee diretto e costruttivo, un’opportunità per dare e ricevere osservazioni, suggerimenti e incoraggiamenti da chi opera nelle politiche di coesione. Questa discussione ha permesso di riconoscere e premiare l’impegno degli studenti.

Un messaggio di speranza e fiducia

​La vittoria del team crotonese è, in primo luogo, un segnale di speranza e l’emblema della consapevolezza che fare cittadinanza attiva è il primo passo per azioni concrete capaci di incidere positivamente sulla società. Questa esperienza intensa e impegnativa promuove un’Europa attenta ai diritti, all’inclusione e alle pari opportunità.

​Bruxelles ha offerto una cornice internazionale al lavoro del team, ma il messaggio che ne deriva resta profondamente radicato nel territorio: reinserire significa credere nelle persone, dare fiducia e costruire comunità più inclusive. Il gruppo ha dimostrato che l’obiettivo finale del progetto è stato raggiunto: l’uomo non è solo il suo errore, ma è anche e soprattutto la sua voglia di redimersi e di cambiare. Aprire le porte al futuro significa non lasciare nessuno indietro, credere nelle seconde possibilità e nel riscatto. Perché è questo il primo passo per costruire una società più giusta ed equa, una società in cui, come ha ribadito Klavdjia Cemilogarla difesa dei diritti non è negoziabile.

Giorgia Allevato